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lunedì 12 luglio 2010 |
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Gamenet ha presentato la sua prima Videolottery, nelle due vesti SPIELO e Novomatic. La due giorni romana dedicata ai gestori Criga ha dato modo di sperimentare in anteprima sull’uscita sul mercato, prevista per il 16 luglio, alla sala Time City di Fiumicino, la macchina fresca di zecca. I tasti sono pochi, il monitor è molto largo. I colori lucidi e metallici. Le dimensioni sono più ampie di quelle di una classica slot. A improvvisare una partita standard con Gioco&Giochi si è cimentato Pasquale Di Trani, project manager di Gamenet. E' semplice: il primo passo è l’inserimento della banconota.
Non appena la videolottery ha riconosciuto il denaro inserito, si assicura (?) che il giocatore abbia più di 18 anni. Sul monitor touch screen compare la domanda "utente maggiorenne?", basterà digitare il tasto corrispondente per rispondere “si o no”. A questo punto inizia la partita. Si apre la schermata principale con le cinque opzioni di gioco, ognuna con un riquadro colorato sul quale pigiare direttamente per la scelta, scegliamo la slot a rulli virtuali. Decidiamo quanto puntare sulla singola partita (si parte da un minimo di 50 centesimi). Scelto il gioco non resta che tentare. All’apparenza la partita
on differisce molto da quella con la classica slot a meno che non si scelga di giocare con una delle tipologie esclusive della Vlt, come il poker. La macchina restituisce un ticket, da esibire alla cassa presso la quale riscuoteremo la nostra vincita o quello che rimane della nostra puntata, nel nostro caso abbiamo inserito cinque euro e perso uno. Riceviamo un tagliando del valore di quattro euro. “Alcuni apparecchi- precisa Di Trani- consentono anche di rigiocare lo stesso ticket, nella maggior parte dei casi comunque andranno cambiati in denaro contante”. “A vederla non sembra- conclude- ma la Vlt ha un cuore molto grande, nel senso che si tratta di un sistema complesso e necessariamente collegato al sistema centrale, senza il quale la macchina semplicemente non gioca”.Un cuore grande ma anche lontano, quello di Gamenet è a Paul St. Martin, in una centrale bunker a prova di calamità naturale, che alimenta tutte le Vlt che verranno messe in circolazione da Napoli a Milano. I giochi, il numero casuale che genera la partita (il cosiddetto RNG), le reti criptate con i complicati algoritmi, non stanno nella macchina, ma proprio nel sistema centrale. Il tutto si riassume in una parola che segnerà l’automatico dalle Vlt in poi: server based game. Una bella rivoluzione. Fonte: Gioco e giochi
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