|
giovedì 11 marzo 2010 |
|
MEGLIO "GRATTARE" CHE "CLICCARE". Ferve il "toto-grattini" per cercare di capire i possibili scenari del mercato delle lotterie istantanee. In attesa di una schiarita dal Consiglio di Stato abbiamo spigolato fra i dati della raccolta per un parallelo tra il tagliando in carta e quello online. Interessante la forchetta delle percentuali, in crescita su base annua per i biglietti in carta e, al contrario, in calo per quelli virtuali.
Nel 2009 il Gratta & Vinci ha totalizzato il 46,9% della raccolta totale in Italia con una "pesca" di 9,4 miliardi di euro (+ 1,7% rispetto al 2008). Al contrario, cala la raccolta in rete. A gennaio, un pur lusinghiero bottino di 6.901.685 euro ha fatto segnare un robusto -12,5% rispetto a un anno prima. Morale: piace più la "grattata" della "cliccata" e nonostante l'arricchimento dell'offerta sul web - è di ieri il debutto dei "Dolcetti della fortuna", una specie di ringo in salsa oriental
ggiante - la raccolta online dei grattini stenta a decollare. La spiegazione non è neanche tanto banale, se per capire il fenomeno si è cimentato più di un cervellone. In soldoni, "grattare" è più adrenalinico, non c'è paragone fra la calda manualità col biglietto e il freddo approccio a Internet, maneggiare il biglietto dà il senso del possesso che in rete sfugge al vincitore. Il gesto, ora timido ora isterico, di scalfire la patina con la monetina emoziona più di un click. E poi lo si può comprare e portare a casa, decidere di grattarlo quando e dove si vuole, in pubblico o nella privacy delle quattro mura. Una volta tanto la spunta la tradizione sul progresso, la cara vecchia carta vince sul monitor del pc. Sorride Lottomatica (meno Sisal che gestisce il G&V online) che può contare su un esercito sempre più folto di "grattatori" in carne e ossa che se ne infischiano di tutto ciò che fa avatar. Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
|