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SCOMMESSE, MERCATO ALLO SBANDO O IN EVOLUZIONE. GLI OPERATORI AUSPICANO IL VERO CONFRONTO.
venerdì 10 ottobre 2008
FERNANDO PETRIVELLI (PRES. SISTEL) " DA SENTENZA SU TELEMATICO IL PUNTO DI PARTENZA PER CONFRONTARSI”.
Nuove tecnologie e scommesse al centro dell’attenzione degli operatori che oggi hanno visitato Enada Roma, la manifestazione dedicata al gaming. Nel pomeriggio si è tenuto il  Forum "Scommesse, mercato allo sbando o mercato in evoluzione?",il dibattito che ha visto protagonisti i maggiori rappresentanti del comparto delle scommesse.  Argomento del contendere, se così si può dire, la nota sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio che nelle settimane scorse ha accolto il ricorso di alcuni concessionari contro il decreto di Aams con il quale si dispone la cessazione dell’attività dei centri di commercializzazione. Fernando Petrivelli, presidente del Sistel, è anche il legale che ha curato il ricorso per conto dei concessionari tra cui Microgame ed è stato lui ad aprire il dibattito ricordando in sintesi le motivazioni della pronuncia del TAR.
Si tratta di una sentenza con la quale i giudici amministrativi annullano il provvedimento ritenendo che l’Aams non avesse il potere di modificare con un regolamento/decreto un rapporto contrattuale preesistente, nello specifico quello tra concessionario e titolare del punto di commercializzazione.
Petrivelli ha  poi ricordato come negli anni questi centri di commercializzazione siano in realtà a prendere posizione sul territorio e strappare a quanti operavano in totale illegalità ingenti volumi di raccolta gioco.
Una funzione o un ruolo che è andato a vantaggio di tutti". Petrivelli ha perciò  concluso augurandosi che la sentenza del Tar spinga l'Aams a non disciplinare più da solo il settore, ma a convocare tutti gli operatori in un tavolo di confronto oggi che, anche alla luce delle ultime vicende, risulta ormai improcrastinabile.

MAURIZIO UGHI (SNAI):”ESITO SCONTATO QUANDO NESSUNO GARANTISCE I CONTROLLI”
Un invito che Maurizio Ughi, presidente di Snai, non pare rifiutare anche in considerazione del fatto che questa pronuncia apre molti scenari meritevoli di grande attenzione."Prendo atto della sentenza - ha detto Ughi - ma non posso rinunciare a vedere soddisfatta una mia curiosità: perché si aprono punti vendita per sole ricariche e poi si fanno altre attività?
Perché la legge Bersani e il bando di gara come sua diretta conseguenza hanno creato delle barriere d'accesso sulla base dei limiti territoriali. Così alcuni operatori hanno finito per aggirare il problema . Oggi è evidente che non si possa pensare ad una soluzione senza porsi come obiettivo la rimozione di quei limiti che danno origine a questo problema.
Non c’è logica in una così diversa interpretazione di regole comuni. Va bene il sistema delle concessioni ma se non si comincia a pensare ad una maggiore libertà degli operatori non si può sperare di procedere in modo corretto”.
Va bene il mercato concesso, ma si necessità di maggiore libertà sul territorio per andare avanti nella maniera più corretta". Se il giudizio di Ughi in merito alla sentenza non appare subito molto chiaro, inutile dire che altrettanto netta è la posizione del massimo rappresentante di Snai in merito al ruolo che oggi assumono i tribunali amministrativi “ Quando non si riesce a far rispettare le regole, a decidere e a determinare le posizioni sul mercato sono i tribunali amministrativi, i primi spesso a non rispettare le regole.
E’ evidente che Aams, quale organismo preposto al controllo , non sta svolgendo a pieno il suo compito e non svolge i controlli come dovrebbe . Del resto non mi sembra sia stato istituito un Ufficio Ispettivo”.
E poi passa ad una vera e propria provocazione: “se le condizioni sono queste, è meglio non avere regole stabilite. Che sia il mercato stesso a dettare le proprie leggi".

RENATO ASCOLI (LOTTOMATICA) : PER UN  MERCATO IN CRESCITA NECESSARIO GARANTIRE UN EFFICACE SISTEMA DI REGOLE”.
Toni più moderati ma stessa fermezza nelle dichiarazioni di Renato Ascoli di Lotttomatica. “Condivido l’approccio di Ughi alla sentenza - ha dichiarato Ascoli- anche se a mio parere non ci sono le ragioni per parlare di una crisi del settore, che invece sta attraversando un periodo di crescita, soprattutto in termini di raccolta di gioco.
A questo è necessario parlare di un efficace sistema di regole, per dare più forza al mercato e per tutelare i clienti con prodotti ineccepibili. Ecco perché i marchi che vantano una posizione di mercato consolidata e i marchi nuovi hanno un "valore aggiunto", un qualcosa in più rispetto ad operatori illegittimi. In termini di competitività  - ha continuato Ascoli – è ncessario ch evenga garantita puntando sulla qualità del prodotto, sul suo appeal soprattutto attraverso il sistema di scommessa ‘live’, su una offerta di scommesse più ampia e su diverse tipologie di pronostici dal vivo per riuscire a competere con Stanley e con i siti .com.
Lottomatica, ha ricordato Ascoli nel corso del suo intervento, ha completato l’apertura di tutti i punti assegnati slla base della gara posto Bersani e sulla base dei primi dati disponibili risulta che un corner sportivo , per reggere sul mercato e vederi garantita una redditività , deve raccogliere dai 4 ai 6 mila euro a settimana per poter giustificare gli investimenti fatti".

ENEA RUZZETTU (INTRALOT) "SOLUZIONE DEFINITIVA ANCORA LONTANA. NECESSARIO GARANTIRE CONDIZIONI PARITARIE".
Stesso mercato , stesse regole. A subire una diversità di trattamento Ruzzettu, di Intralot, non ci sta. "Sinceramente lo auspico, ma non credo sia credibile che si possa arrivare in tempi brevi  a fare chiarezza sul disagio che al momento si vive sul mercato delle scommesse. Non vedo all’orizzonte soluzioni che abbiano non tanto il carattere dell’originalità quanto quello dell’applicabilità.
Fondamentale è il fattore economico. Il tema cruciale da affrontare per pensare alla riorganizzazione del settore o comunque ad un suo assestamento , è quella di una situazione che garantisca a tutti le stesse libertà e le stesse condizioni. A tutti i livelli- ha detto l’ad di Intralot commentando la sentenza del Tar.
"Ho paura che oggi non si sta facendo molto, non si agisce. Così si finisce per avere operatori "con la palla al piede" e operatori che non ce l'hanno".

FABRIZIO D'ALOIA (MICROGAME) " TUTELARE ANCHE CHI HA INVESTITO NELLE BERSANI".
Fabrizio D'Aloia  - presidente di Microgame – è anche il rappresentante della società capofila nel ricorso contro il provvedimento di Aams. Oggi Microgame conta 10.000 punti di commercializzazione, a fronte di una rete ‘posto Bersani’ di circa 16.000 punti di offerta di gioco.
Per D’Aloja il dopo sentenza rende necessario l’avvio di un intervento normativo che contemperi tanto le esigenze dei punti di commercializzazione quanto quelle dei corner e dei punti scommesse.
"La sentenza del Tar – ha detto D'Aloia – ribadisce che i punti di commercializzazione non possono essere cancellati ma questo non deve mettere in discussione la salvaguardare delle esigenze degli operatori che hanno investito forti capitali per acquisire le licenze col Bersani". D'Aloia ha quindi stimato che a fronte dei circa 16 mila diritti concessi con il Bersani vi siano circa 10 mila punti di commercializzazione attivi. "Il mercato non è cambiato negli ultimi anni- ha ricordato D’Aloja- e certi problemi erano noti da tempo, prima del Bersani.
C’è bisogno di fare chiarezza, anche a tutela di chi vuole lavorare secondo regole orinate e in piena legittimità. Il mercato ha bisogno di più punti, dislocati secondo un criterio e gli operatori devono essere in grado di far fronte a questo mercato con strumenti agili e non ingessati. L’ assenza di una Authority”.

MASSIMO TEMPERELLI (SISAL): “PIU’ DIFFICILE VIOLARE LE REGOLE SE HAI MOLTO DA PERDERE”.
Anche per Sisal, che opera sul mercato delle scommesse attraverso il marchio Match Point, il punto centrale della questione sta nelle regole. Massimo Temperelli ha riferito “il parere di un operatore di una certa dimensione che per forza di cose è obbligato a stare all'interno delle regole, qualunque sia la pronuncia del Tar’. “ Oggi si deve pensare ad un modello sostenibile, e il problema è semmai capire quale sia questo modello.
Va bene affrontare tutte le problematiche purché prevedano regole precise che devono essere fatte rispettare. Questo non è stato fatto, se finora si è dato spazio ad operatori che hanno fatto solo delle "comparse" sul mercato. Chi ha molto da perdere,come nel caso di Sisal, non può violare le regole. Ma questo ovviamente non impedisce agli operatori che fanno una scelta ‘nelle regole’ di trovarsi a lavorare accanto a Ctd e punti di commercializzazione.
Quello che cercava di fare il decreto sul telematico era dare una maggiore regolarizzazione che il Tar con la sua sentenza ha rimosso. Il problema resta ".

RICCARDO TAMIRO (BETSHOP ITALIA) "LO STATO DEVE TUTELARE PRIMA DI TUTTO IL CONSUMATORE".
"Sono D’ACCORDO CON L’ANALISI CHE DEL MERCATO FA Lotomatica- ha dichiarato Riccardo Tamiro di Betshop Italia "e allo stesso tempo dissento da tutte le altre posizioni. Lo Stato non deve tutelare l’operatore, ma bensì il cittadino con manovre che siano garanzia soprattutto per lui.
E’ poi il mercato a decretare chi vince e chi perde, ma solo quando sul mercato ci sono regole chiare . Deve essere un impegno per tutti gli operatori di creare maggiori condizioni di attrazione per l'utente. I punti di commercializzazione - ha poi concluso Tamiro - non devono essere visti come una minaccia, ma come complemento della rete".

GUIDO MARINO (MAG) "LAVORARE SULLA MANUTENZIONE DELLE REGOLE”.  
Anche il sistema delle regole, nel tempo, ha necessità di un intervento di manutenzione. Parola di Guido Marino, numero uno della Mag, società di consulenza di Aams che ha lavorato sul  decreto Bersani. "Tra il 2004 e il 2008 il mercato delle scommesse è triplicato- ha ricordato Marino. S tratta di un modello dinamico, facile perciò supporre che una norma pensata due anni fa abbia necessità di essere rivista. Ad una evoluzione del mercato deve essere affiancata una evoluzione delle regole.
Attualmente la rete Bersani raccoglie circa due miliardi di euro, ma si tratta di un sistema che comunque prevede spese di diritti, imposte, spese di impianto, e pere questo è difficile arrivare ad utili considerevoli. Per invertire la tendenza si potrebbe intervenire in modi diversi. Pensando ad un maggior ritorno delle scommesse, ma risulta davvero difficile pensarla una ipotesi credibile.
Oppure ampliando la rete Bersani o magari, e questa potrebbe essere la via più efficace, pensare a un maggior controllo della rete pregressa. Marino ha infatti ricordato esiste una rete ufficiale, appunto la Bersani e ben tre reti ufficiose, o rete pregressa.
Si tratta dei circa 1000 punti Stanley e circa 500 milioni di raccolta , i punti di commercializzazione e una serie di concessionari minori che utilizzano lo schermo della concessione o per aprire CTD o per aprire .com.
Le tre reti ufficiose in totale raccolgono un miliardo di euro”. Il primo intervento andrebbe fatto a livello normativo sulla rete Stanley che vada a colpire l'alibi del danno subito da questa compagnia nel 2000 ma soprattutto con l’avvio di controllo da parte di Aams.  

RAFFALE PALMIERI (SICON): “LA RETE DEI PUNTI DI COMMERCIALIZZAZIONE NATA DA UNA FURBERIA”.
La sentenza del TAR? Cronaca di una pronunci annunciata. Raffaele Calmieri, presidente del Sicon, non si mostra sorpreso dall’esito del ricorso. “ Sapevamo perfettamente che Aams non sarebbe stata legittimata ad intervenire su un contratto di natura privatistica. Pronuncia  parte continuiamo a parlare di temi che stiamo affrontando da tempo.
La realtà è che ci sono imprenditori che hanno investito, cioè i concessionari, e una rete che è nata dalla slealtà, da un atto di furberia. L’economia non si regge per colpa di reti parallele che non stanno alle regole”.

STEFANO SBORDONI: "INTERVENIRE SUL MODELLO BERSANI”.
Per Stefano Sbordoni il sistema normativo sul mercato delle scommesse deve essere articolato su due livelli : uno legislativo, e uno regolamentare.
"In Italia il mercato delle scommesse è articolato all’interno di quadro di attività economiche dal quale non si può uscire rischiando di trovarsi di fronte a fenomeni come la rete Stanley. Fermo restando che si tratta di un mercato concesso ci devono essere fattori di economicità che devono potersi sviluppare.La rete Bersani – ha detto- andava pensata come un prototipo dotato di una targa prova, la cui definizione avrebbe poi rappresentata la messa su strada”.   

MARCO RIPAMONTI : "UNA SENTENZA ANNUNCIATA E PERICOLOSO PRECEDENTE”.
"La sentenza del Tar è un classico esempio di epilogo all’italiana, sintomo di una patologia che scaturisce dalla velocità impressionante con cui cresce e si evolve questo mercato". Marco Ripamonti, avvocato ed esperto di gaming, commenta la sentenza evidenziando come la stessa risulti ‘francamente immune da censura’.
Si tratta di una sentenza annunciata- ha ricordato Ripamonti- che certo non stupisce ma va a colpire questioni di cui spesso i giudici hanno poca dimestichezza ed è facile pensare che possa presto rappresentare per qualcuno di loro un valido precedente.
"L'apparato legislativo si è dimostrato spesso inadeguato e non consente di intervenire su un mercato che si evolve con grande velocità come appunto succede nel gioco. Spesso si tratta di semplici provvedimenti amministrativi, di circolari e non di leggi vere e proprie che regolino il sistema.
Condivido quanto detto sul fatto che è pericoloso devolvere al giudice delle tematiche le cui problematiche sono nella maggior parte dei casi sconosciute a chi non sta dentro il settore. Si tratta oggi di intraprendere una politica normativa che è importantissima e che prevede tempi troppo lunghi. Quello è dovrebbe risultare evidente è che in questa sentenza non ci sono né vinti né vincitori”.

CINO BENELLI : “TROPPE DELEGHE IN BIANCO, RISULTATI OGGI AGLI OCCHI DI TUTTI”.
Per Cino Benelli, avvocato e esperto amministrativista, la sentenza del Tar è foriera di non trascurabili motivi di preoccupazione per gli operatori.
“In questi anni a mio avviso si è fatto troppe volte riferimento a deleghe in bianco messe nelle mani dell’Aams, e questa sentenza è uno dei risultati di queste scelte. Al di là della decisione del TRA non va sottovalutata la portata delle motivazioni che la sostengono.
Si tratta di considerazioni che a mio avviso possono essere trasferite anche su altri ambiti mettendo in discussione anche i rapporti che sottendono altre forme di offerta di gioco.
Sempre più spesso i giudici amministrativi intervengono su questioni che sembrano essere messe al riparo con decreti e provvedimenti dell’amministrazione svelando uno scenario per il quale la chiarezza potrebbe essee garantita solo attraverso uno strumento normativo organico.   

LE CONCLUSIONI
Dialogo e confronto. Solo in questo modo si può pensare a far ripartire un sistema che ogni giorno di più rischia l’impasse. A conclusione dei lavori del Forum Fernando Petrivelli ha ribadito l’impegno con il quale il Sistel per primo si schiera contro l’illegalità e come la stessa Microgame si sia mossa contro gli operatori che non hanno dimostrato di saper rispettare le regole che sottendono un contratto di punto di commercializzazione.
Il Sistel ha fornito all'AAMS una griglia di parametri per trovare chi opera illegalmente, ma l'Amministrazione non ne ha mai istituzionalizzato l'utilizzo. Non sono perciò d’accordo con chi usa questi argomenti per condannare un intero settore o un modo di svolgere il proprio lavoro. Inutile ricordare che esistono forme di irregolarità , come nel caso dell’apertura dei corner, su cui molti hanno preferito non aprire gli occhi.
Per tutti l’unica vera forma di garanzia è comunque in una amministrazione capace di scendere in campo in modo efficace quando bisogna garantire il rispetto delle regole.  

Enea Ruzzettu (Intralot) ha rimandato all’esempio di una famiglia che non può contare su un padre, sempre troppo lontano e la cui autorità viene esercitata in modo discontinuo. Per Ruzzettu il sistema autorizzativo può essere il danno minore ma non quello al di fuori delle regole. Bisogna fare attenzione sul comportamento del giocatore che spesso non ha percezione di ciò che è legale e di ciò che non lo è e questo può essere una difficoltà oggettiva".

Massimo Temperelli (Sisal) ribadisce la necessità di: "un sistema con regole pronte ad essere rispettate. Chi ha investito nello Stato deve essere garantito dallo Stato. Uno Stato che ha agito al contrario , come ha osservato Maurizio Ughi (Snai) - prima è stata allargata la rete e poi sono stati attivati i sistemi di controllo che non riescono a coprire l'intero sistema. E' meglio che ci siano regole più aperte e che il mercato si definisca autonomamente”.

Fonte: Jamma
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