 "E' arrivato il momento di rivedere profondamente, fino ad abbattere, quei limiti oggi esistenti verso le società con sede nei paesi membri in possesso di una licenza comunitaria per l'accettazione di scommesse". Fermo su questo punto, a distanza di alcuni giorni dalle sentenze emesse dal Consiglio di Stato in merito all'attività dei CTD, SkySport365, operatore austriaco in possesso di regolare licenza comunitaria, che interviene in un dibattito che ha fin qui visto "la presenza di opinioni indubbiamente parziali e interessate, in ogni caso, a difendere i propri interessi a discapito della chiarezza." Secondo SkySport365 "diviene infatti impossibile non sottolineare, nonostante le dichiarazioni pronunciate nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione delle sentenze da parte di esponenti di alcune associazioni ("La legittimità sia del sistema concessorio sia del sistema autorizzatorio è stata pienamente confermata senza alcun margine di dubbio"), come le decisioni del Consiglio di Stato, per quanto differenti, rappresentino un'autentica novità da parte di un organo dello Stato nei confronti di un'auspicata apertura del mercato utile ad abbattere le barriere oligopolistiche tanto decisamente sostenute da enti e interessi privati." SkySport365 ritiene infatti che le motivazioni del Consiglio di Stato aprono uno scenario che "non potrà certo piacere ai tanti difensori di un sistema chiuso, protetto da slogan privi di significato e interessati soltanto ad accrescere gli introiti di un settore ormai in netto contrasto con le direttive comunitarie in tema di sicurezza e regolamentazione del gioco".
Per SkySport365, alla luce di quanto sostenuto dal Consiglio di Stato, diviene quindi "ancor più imprescindibile nella propria attività, la funzione di controllo diretto esercitato dal bookmaker attraverso il rispetto delle normative esistenti. Non a caso SkySport365, attiva tramite la controllata Planetwin365, ha già inserito nel contratto di adesione tutte le clausole relative alla regolamentazione dell'antiriciclaggio. Un chiaro esempio di come un regolare operatore estero non possa certo rappresentare un pericolo per la pubblica sicurezza."
AVV. AGNELLO: "NUOVA CONFERMA ALL'ATTIVITA' STANLEY" "Anche l'autorità verticistica amministrativa applica i principi comunitari e ricon
sce il diritto di Stanley ad ottenere il controllo preventivo di ordine pubblico e l'autorizzazione di polizia." Al settimo cielo l'avvocato Daniela Agnello, legale di StanleyBet che commenta l'ultima sentenza del Consiglio di Stato favorevole al suo assistito. "Sentenza di merito - argomenta il legale - che segue l'ordinanza già ottenuta in sede cautelare lo scorso agosto." "Il Consiglio di Stato - continua la Agnello - con ampia disquisizione giuridica ha richiamato le pronunzie di disapplicazione della Corte di Cassazione, ha rilevato la genericità dei motivi di ordine pubblico e la carenza di elementi squalificanti a carico del titolare del centro Stanley, ha applicato la sentenza Placanica e ha rigettato l'appello dell'Avvocatura confermando la sentenza del Tar dell'Aquila che aveva disapplicato la normativa italiana per violazione del diritto comunitario. Disapplicazione, comunque, limitata esclusivamente alla Stanley quale operatore che ha dovuto subìre un sistema concessorio italiano discriminatorio con limiti e vincoli non giustificati da motivi di ordine pubblico. Nuova conferma, quindi, all'attività Stanley e al sistema autorizzatorio dei centri affiliati." GINESTRA (ASSOSNAI): "CONFERMATA LEGITTIMITA' SISTEMA CONCESSORIO" "La legittimità sia del sistema concessorio sia del sistema autorizzatorio è stata pienamente confermata senza alcun margine di dubbio". Lo ribadisce Francesco Ginestra, presidente di AssoSnai, intervenuta in 51 procedimenti pendenti al Consiglio di Stato per l'impugnativa delle sentenze rese dal Tar l'aquila nel 2005, per i quali si attendono le sentenze. "In due sentenze le cui motivazioni sono state depositate e rese note pochi giorni fa - dichiara Ginestra - il Consiglio di Stato ha, in un caso, dichiarato inammissibile l'impugnativa di Stanley e, nell'altro, accolto l'appello del Ministero degli Interni e delle Questure confermando la legittimità del provvedimento di diniego di rilascio della licenza di Ps e di inibizione allo svolgimento dell'attività di raccolta delle scommesse per conto della Stanleybet". "Alla luce dei principi contenuti nella sentenza Placanica - conclude il presidente di AssoSnai - la differenza la fa la motivazione dei provvedimenti delle questure che auspichiamo, per il futuro, verrà articolata in modo tale da evitare strumentali impugnative." Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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