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venerdì 08 gennaio 2010 |
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DA MESSINA "BOTTA E RISPOSTA" TRA ANONIMI. Parte da Messina ma interessa tutta l'Italia dei giochi la "querelle" sollevata sui Ctd - leggi "centri trasmissione dati" - da un lettore di Img Press, il foglio di informazione telematica diretto da Roberto Gugliotta. L'anonimo parla di "scommesse clandestine" praticate in questi centri. Non si fa attendere la risposta di un non meglio identificato giornalista esperto di giochi e scommesse che insorge a difesa degli stessi: "I Ctd - sentenzia - non sono illegali" e argomenta la sua posizione in un'articolata arringa difensiva.
L'APPELLO: "LIBERATECI DALLE SCOMMESSE CLANDESTINE" Riportiamo, di seguito, l'appello del lettore: "...i famosi CTD (Centri Trasmissione Dati, ndr) sono "camuffati" da Internet point che accettano scommesse sportive senza alcuna autorizzazione alla luce del sole e senza alcun controllo da parte della Guardia di Finanza. Queste "pseudo-agenzie", anziché consegnare una ricevuta di giocata al giocatore danno un pro-memoria non valido ai fini del pagamento e registrano le giocate su siti esteri come Malta, Austria e Inghilterra evadendo così i controlli diretti del Monopolio italiano. Risultato? Non pagano tasse, i controlli antiriciclaggio sono completamente elusi, non costituiscono una sicurezza per i giocatori e attuano una spietata concorrenza sleale con chi è autorizzato e deve pagare tasse e canoni allo Stato (si parla di 2000 euro all'anno). Messina è l'unica ancora a non aver attuato alcuna forma di repressione (persino a Ragusa hanno chiuso 7 Internet point con relativi arresti), l'
rario sta perdendo milioni di euro e i centri autorizzati stanno chiudendo sommersi dai debiti." "Ci aiuti - l'appello finale - a rendere più pulita questa città". LA RISPOSTA: "I CTD SONO LEGALI".Ed ecco, a seguire, la risposta: "Da giornalista ormai attivo nel mondo dei giochi e delle scommesse, non ho potuto fare a meno di leggere la lettera... in tema di "scommesse clandestine". Il lettore pone un problema reale, senza però comprenderne l'aspetto principale. Questi CTD, prima di tutto, non sono illegali. E' infatti necessario dividere correttamente il mercato tra chi opera in modo clandestino (infiltrazioni della criminalità organizzata) o tramite concessioni acquistate presso i Monopoli di Stato ) come Snai o Sisal) o tramite una licenza ottenuta in un altro Paese dell'Unione Europea appellandosi ai principi di libera circolazione delle merci e dei servizi. Principi controfirmati anche dall'Italia. I CTD risultano, quindi, collegati a società riconosciute da Stati sovrani. I sequestri operati dalla Guardia di Finanza sono quasi sempre annullati dai Tar o, recentemente, da organi superiori. Tanto che persino il Consiglio di Stato ha recentemente inviato la normativa alla Corte Europea di Giustizia per capire come muoversi. Capitolo tasse e antiriciclaggio. Le società devono rispettare le normative antiriciclaggio del paese di origine. In Europa tali regolamenti sono uguali al 99% per tutti. Le tasse sono pagate due volte (così come per le società in possesso di concessione), una volta dal Ctd che ovviamente registrando maggiori entrate documentate aumenta l'imponibile da denunciare. Una seconda volta dalla società collegata direttamente nel Paese di appartenenza. Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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