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lunedì 11 gennaio 2010 |
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DUE CIRCOLI TREVIGIANO SFIDANO IL QUESTORE: 'DIVIETO ILLEGGITTIMO'. Parte da un piccolo centro del trevigiano, Spresiano, la crociata contro il divieto dei tornei di Texas Hold’em nei locali pubblici. I titolari di due circoli, il Millionarie e il Tom Cat, hanno presentato un ricorso al Tar chiedendo l’annullamento del provvedimento a firma del Questore notificata due mesi fa a tutti i locali pubblici in cui si giocava a poker. “L’ordinanza del questore Damiano è illegittima” fanno sapere i ricorrenti. Per salvare il tavolo verde dal pugno di ferro adottato dalla questura, ma anche per tutelare quelli che il legale definisce “legittimi interessi” di due imprenditori.
Davide e Saverio Samogin, titolari dei locali Millionarie di Spresiano e del Tom Cat di Oderzo, hanno presentato un ricorso al Tar chiedendo l’annullamento dell’ordinanza del questore Carmine Damiano “Non si capisce perché abbia inserito il Texas Hold’em tra i giochi proibiti. La norma nazionale dice che è un gioco lecito da regolamentare - ha spiegato Christian Menegon, legale dei Samogin - questo regolamento avrebbe dovuto essere realizzato entro 60 giorni dall’emanazione della legge dai monopoli e poi trasmesso al ministero degli Interni. Ciò non è ancora avvenuto, ma non significa che si possa vietare il gioco. Per noi il provvedimento del questore è illegittimo”. I due imprenditori avevano chiesto al tribunale amministrativo anche l’istanza cautelare, che è stata respinta nei giorni scorsi . “Ce lo aspettavamo, ma ci sono notevoli elementi per pensare che nel merito il ricorso possa avere successo - prosegue Menegon - il Consiglio di Stato in un caso analogo, a Mestre, ha dato ragione ai titolari, che hanno potuto riaprire i tavoli da gioco”. L’ordinanza di Damiano era stata firmata il 10 novembre scorso, da quel giorno chiunque viene scoperto a organizzare o giocare tornei di poker viene denunciato per
nosservanza dei provvedimenti dell’autorità. L’ordinanza è stata inviata a tutti i sindaci che, a loro volta, l’hanno girata ai circoli e ai locali pubblici. “Trovo anche assurdo che a Venezia, Padova e Belluno si possa giocare e non a Treviso. I giocatori in pratica prendono l’auto e vanno in un altra provincia - conclude - oppure si siedono davanti al computer dove non hanno alcun limite”. Queste le motivazioni in base alle quali il Tar Lazio ha respinto la richiesta di annullamento del provvedimento del Questore. “Considerato che, pur dovendosi dare atto che, alla luce dei motivi di ricorso proposti e della situazione di fatto esposta, i ricorrenti hanno chiesto di sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato nella parte in cui il Questore vieta agli stessi, in maniera assoluta, di svolgere tornei di poker sportivo non a distanza anziché consentire lo svolgimento di tornei limitando la quota di iscrizione a 30 € (oltre all’obbligo di corrispondere ai gestori 5 € a copertura delle spese), vietando il rientro in gioco con altro denaro una volta esaurita la quota acquistata, stabilendo che il montepremi è costituito solo dalle quote di iscrizione al torneo e che non è prevista l’erogazione di premi in denaro e vietando l’organizzazione di più tornei nella stessa giornata; pur dovendosi dare atto di tutto ciò si rileva che l’estrema gravità e urgenza del pregiudizio, tale da non consentire dilazioni fino alla data della camera di consiglio, viene correlata dai ricorrenti esclusivamente al fatto che “il Torneo di Natale … è alle porte” (il ricorso è datato 22 dicembre 2009), cosicché l’istanza cautelare, così come formulata, non può essere accolta poiché l’attualità del pregiudizio non risulta minimamente comprovata; respinge l’istanza di concessione di misure cautelari urgenti, fatta salva ogni diversa decisione cautelare del collegio.” Fonte: jammaAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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