|
Come associazione ci troviamo a dover fronteggiare problematiche enormi, realtà a volte più grandi di noi, a volte confesso di sentirmi frustrato perché non vedo i risultati che vorrei, ma vado avanti con fiducia". Tanti i "miti" sfatati, tante le proposte fatte confluire in un documento presto al vaglio di AAMS, e soprattutto, tanta la fame di risposte da parte della categoria. Curcio non si è tirato indietro, neanche di fronte alle provocazioni: "La Sapar, di che se ne dica, gode ottima salute e sta lavorando per i gestori". Vediamo come nell'intervista che diluiremo a puntate in modo da poter tracciare un quadro omogeneo e non dispersivo della politica associativa, illustrando oltre a "germogli e spine" del comparto anche anticipazioni inedite, punto per punto.
UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO Il presente affonda le radici nel passato. Quello che siamo oggi è frutto del nostro background. Lo stesso vale per l'automatico che è il risultato della sua storia. Se oggi il settore conta numeri da guinness merito va anche alle sue origini. Il presidente di Sapar Raffaele Curcio invita a non criminalizzare la categoria e i suoi albori. "C'è ancora chi si esprime in maniera dispregiativa parlando di noi - esordisce - e chi generalizza facendo di tutta l'erba un fascio, come nel caso dei Videopoker, associati in toto alla criminalità. Anche in questo senso, occorre distinguere. Non tutti i gestori erano dei fuorilegge, moltissime aziende sane sono cresciute, pur in assenza di un quadro normativo compiuto". "Dal 2004 ad oggi il mercato si è profondamente e rapidamente evoluto anche sul piano legislativo con un accavallarsi di normative, non sempre allineate e compatibili. Lo sforzo del legislatore dovrebbe ora delineare un quadro sistematico e definitivo di riferimento per la categoria.". LA SPINA DORSALE DELL'AUTOMATICO E' NELLE PMI L'economia del nostro Paese si basa sulle piccole e medie aziende, infatti "il 90 per cento del mercato della gestione degli apparecchi è in mano alle piccole e medie imprese". Lo sostiene il presidente Sapar Raffaele Curcio. Una percentuale, però, a rischio di assottigliamento per la crisi e le difficoltà gestionali incontrate nell'esercizio dell'attività proprio dalle aziende meno "robuste". "Non è tanto un discorso fisiologico - argomenta Curcio - ma è il sistema a provocare questo assottigliamento. E'vero, le piccole e medie imprese soffrono, c'è chi rischia di chiudere, per evitarlo e tutelare cosi anche i posti di lavoro, dobbiamo intervenire alleggerendo pesi come la fiscalità, l'ammortamento degli apparecchi e allo stesso tempo aumentando la sicurezza anche attraverso una maggior trasparenza e affidabilità della filiera. Tutte misure contenute in un pacchetto di proposte che Sapar sottoporrà presto all'Amministrazione" assicura Curcio. "PARADOSSO" AMMORTAMENTO "La categoria è stata sottoposta a ricambi forzati, negli ultimi sei anni, dovendo sostituire pi&
grave; volte nel giro di pochi anni il proprio parco macchine. Premesso che dal 2004 a dicembre 2009 un vecchio apparecchio comma 6 ha avuto un ciclo di vita media dai 15 ai 18 mesi, è assurdo che l'ammortamento fiscale della macchina duri cinque anni. Per il gestore è un suicidio. Se si continua a prendere senza stabilizzare il sistema rischia il collasso, non si strozza la gallina sennò addio uova d'oro. Per mantenere questi livelli di gettito serve una politica di assestamento. Più che di revisione parlerei della necessità di una maturazione e razionalizzazione del settore. Anche l'evoluzione di nuovi apparecchi deve andare di pari passo con l'evoluzione fiscale, non si può intervenire sulle modifiche alle AWP senza alleggerire il gestore sul piano fiscale e normativo. L'evoluzione passerà attraverso gli indirizzi impressi dall'amministrazione e dalla politica, anche attraverso nuovi assetti come il passaggio di Aams ad Agenzia dei Giochi, che auspico sia un cambio di sostanza e non solo di forma. CONTINGENTAMENTO SCADUTO "Il contingentamento non è più coevo. Ne è prova il fatto che nel 2003, quando uscì la prima normativa, disciplinava i comma 6, fuori dal mercato da fine 2009, e peggio ancora i comma 7B cioè i videopoker, due tipologie di giochi estinte che rendono quantomai urgente un adeguamento della legge.". Secondo Curcio il contingentamento, così com'è concepito oggi, è illogico: "Che senso può avere consentire non più di due macchine sotto i 100 mq nei bar, va bene tutelare l'aspetto sicurezza ma che differenza possono fare cinque metri in più o in meno, forse fa meno male una macchina in più collegata alla rete e facilmente identificabile che una in meno ma disconnessa". Sul contingentamento Sapar chiede anche l'abolizione della clausola che obbliga l'affiancamento a comma 7 a tipo gru o c (videogiochi) e agli apparecchi meccanici (freccette, flipper...) che segnano una flessione nella domanda di mercato. " Il gestore dovrebbe essere libero di scegliere in base a un calcolo di convenienza se far convivere o meno le due tipologie, più che obbligatoria la collocazione di questi apparecchi dovrebbe essere facoltativa - propone Curcio - tantopiù che la contiguità con le slot di questi congegni, molto gettonati fra i bambini, potrebbe favorire l'accesso alle New Slot da parte dei minori". Per quanto riguarda invece i comma 7 l'Associazione cercherà di rilanciare questo segmento di mercato, studiando degli interventi che portino ad una evoluzione degli apparecchi prettamente ludici stimolando un confronto con i costruttori. ISPETTORI SIAE "FOTOGRAFI" "Più che puntare ad elevare sanzioni i controlli Siae dovrebbero essere mirati a verificare l'esistenza nei locali di apparecchi illeciti. A sette anni dal primo decreto sul contingentamento questa verifica potrebbe essere l'occasione giusta per radiografare la situazione attuale e monitorare lo status quo, in modo da tirare le somme e procedere a una razionalizzazione delle norme in base a una "fotografia" scattata sul campo.". Fonte: LTM NETWORK Aggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
|