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Se si rompe un frigorifero o un telefonino in garanzia basta rivolgersi alla casa di produzione per farseli riparare gratis. Per le "macchinette" non è così. Slot e garanzia non fanno rima in quanto non esiste un contratto tipo di tot mesi (o anni) a tutela dell'acquirente, nella fattispecie, il gestore. Quando al noleggiatore capita una slot "bidone", non necessariamente per colpa del costruttore, ma per via di meccanismi tecnologici delicati facili ad andare in tilt ed esposti al "bug" di turno, non può rivalersi sul produttore ma deve sistemarla di tasca sua, con costi che pesano come macigni sul budget aziendale.
Praticamente il costruttore, una volta venduto l'apparecchio, si lava le mani. Non si capisce perché una slot non debba essere coperta da garanzia al pari di un qualsiasi apparecchio, elettrodomestico, cellulare e via dicendo. Il gestore, che non ne può più di questa zavorra nella zavorra ha sempre più le mani legate e le tasche leggere. Per affrontare di petto il problema si è formato il comitato di presidenza AS.TRO composto da otto gestori di calibro (nessuno con meno di mille macchine) per dire forte e chiaro: "ci siamo, chiediamo slot sicure e garanzie nero su bianco". Chi parla di guerra tra As.Tro e ACMI è fuori strada - si premura As.Tro, anche se è innegabile che l'iniziale feeling delle due sigle associative, a far data dall'ingresso congiunto in Confindustria o dal connubio della prima tappa, finora mai bissata, all'altare di Formula Meeting, si è intiepidito. Ora è il momento del confronto, che potrà anche essere spigoloso, ma mira al sacrosanto diritto di avere una macchina che funzioni o, in caso contrario, sia messa a posto - se in garanzia - senza costi aggiuntivi. Un confronto prima interno, tra il comitato alla testa di As.tro e il tavolo tecnico associativo, poi aperto all'associazionismo di settore, Acmi a capotavola. La sfida, che promette scintille, vede contrapposti gestori più consapevoli, più "faber" di se stessi, e costruttori cresciuti numericamente, per volumi di mercato, ma non sempre per qualità del prodotto. Sulla pista dell'automatico c'è chi corre più o meno veloce, chi salta e chi resta aldilà del fosso. Il gestore, costretto ad adattamenti coatti - in sei anni ha dovuto provvedere a quattro ricambi del parco macchine - dai Videopoker in poi ne ha fatta di strada, oggi è una figura più flessibile, aperta ai mutamenti e meno servile di ieri nei confronti del costruttore, del concessionario o delle istituzioni. Va detto, però, che questa maggiore autostima accresciuta dal prendere in mano le chiavi dell'azienda non sempre ha coinciso con un riconoscimento del proprio ruolo da parte degli altri attori della filiera. Il gestore è ancora quello che si muove per raccogliere le monetine, ma ha imparato anche a relazionarsi con consulenti professionali a colpi di business plan e ha capito di essere un anello vitale del comparto, di conseguenza esige macchine sicure e di qualità, ma soprattutto garantite. E non è più disposto a pagare una macchina più di quello che vale. Il comitato As.Tro è a lavoro con questo obiettivo di partenza e per fine luglio, massimo i primi di agosto ("non oltre - assicurano - perché è un nodo da sciogliere in fretta") avrà definito i punti base di un contratto tipo, spalmato in un rapporto di ventotto pagine, in cui sono delineate clausole e proposte all'attenzione del costruttore. Ce ne danno un primo assaggio tre componenti del neocomitato. SORRENTINO: "ULTERIORI TEST DI VERIFICA DOPO L'OMOLOGA" Fra le proposte al vaglio del nuovo comitato di presidenza As.Tro, si fa largo un ulteriore test di verifica degli apparecchi da gioco "sul campo" una volta passata l'omologa. "Sarebbe un modo per testare l'affidabilità del prodotto - spiega Vincenzo Sorrentino - soprattutto in considerazione del fatto che in questo settore, a differenza di altre tipologie di apparecchi, i Comma 6A non sono mai stati garantiti ed è ora che le cose cambino". Per
hé solo ora? Che le macchinette fossero sprovviste di garanzia è cosa vecchia. "E' vero - ammette Sorrentino - ma paradossalmente i comma 6A, dotati di parametri tecnici diversi, erano meno esposti ai cosiddetti "bachi" nel software, intendiamoci, non è una difesa nostalgica dei vecchi apparecchi ma un dato di fatto, le vecchie macchine semmai avevano più problemi rispetto alla fiscalità nel senso che si potevano manomettere con più facilità i contatori che registravano i dati della raccolta ma erano allo stesso tempo meno aggredibili dall'esterno". Insomma, sembrerebbe che certe macchine nuove siano più prevedibili. Cinesi o no, i giocatori più esperti riescono a individuare il tallone di Achille alzando di più punti percentuali la restituzione del giocato (pay out) che dal 75% "sindacale" può arrivare all'80, e per il gestore sono dolori. "Anomalia nell'anomalia - aggiunge Sorrentino - la lavatrice, che non produce gettito per lo Stato, è coperta da garanzia, mentre la slot non gode di alcuna copertura, neanche se si guasta sette ore dopo l'acquisto. Quello che chiediamo è un apparecchio più garantito e con performances più certe. Una volta tanto si permetta di fare cassa anche chi compra le macchine". VERONA: "SENZA GARANZIA E' UNA REMISSIONE" "Tutto ciò che riguarda slot, cambiamonete, accessori e componenti non è coperto da garanzia, e se si pensa che un gestore per comprare una macchina nuova spende in media dai tre ai cinquemila euro, i conti non quadrano". Critico anche Lorenzo Verona, che quantifica in una percentuale dell'1% l'incidenza sull'incasso imputabile alla mancanza di garanzia su eventuali guasti, manomissioni o malfunzionamento delle schede. "Una cifra enorme" commenta. "Se si brucia un monitor mi viene sostituito - esemplifica Verona - ma in caso di cattivo funzionamento delle schede, come è successo per interferenze esterne o nel caso delle date quando a febbraio il contatore ha proseguito oltre il 28 allertando AAMS che ci ha segnalato l'anomalia, i costi per ripristinare l'errore li abbiamo dovuti sostenere solo noi". Verona parla di "costi assassini" che gravano sul gestore e "che - dice - vanno a ledere il piccolo margine di guadagno che, tolte le altre voci di spesa (PREU, costi gestionali, immobilizzazioni, personale...), gli resta.". "Purtroppo - denuncia Verona - ci sono cattivi produttori, ovviamente senza generalizzare, che per risparmiare utilizzano nella fabbricazione materiali scadenti o di dubbia provenienza. Noi vogliamo prodotti certi e sicuri, dalle periferiche agli hopper, al cablaggio. Firmerò, in prima persona, in duplice veste di gestore e costruttore di cambiamonete, la proposta di contratto tipo a cui stiamo lavorando in As.Tro. Una scommessa che vogliamo vincere". MAESTRELLI: "SE IL PROBLEMA E' GENERALE NESSUNO CI INDENNIZZA" "L'obiettivo di garantire le slot è uno dei primi problemi, ora come ora tra i più sentiti, al vaglio del comitato As.Tro" - spiega Riccardo Maestrelli - stiamo assistendo a un mercato in cui le slot sono facilmente aggredibili da giocatori "professionisti" in grado di alterare gli algoritmi della macchina". "Finora - informa Maestrelli - a livello di anomalie dei software gli oneri sono sempre stati a carico del gestore. A onor del vero, se si presenta un singolo problema di hardware o software capita che i nostri fornitori li sostituiscano chiedendoci solo i costi fissi, ma se il problema è generalizzato e riguarda un insieme di macchine nessuno ci indennizza. Ultimamente si sono presentate grosse problematiche su una famosa scheda, molto diffusa, che la casa produttrice ha provveduto ad aggiornare, ma resta il fatto che il gestore ha subìto gravi perdite e su quelle non c'è risarcimento. Se il 25 o il 24,7% che resta tolto il payout diventa il 20 o il 19% il gestore non ci rientra più". Metti poi che né sulle slot né sulle sue componenti c'è garanzia e al gestore manca poco a chiudere bottega. Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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