ACMI: PRESTO MACCHINE TESTATE DA ENTI CERTIFICATORI UE
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mercoledì 28 luglio 2010 |
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L'afa non "fiacca" ACMI. Per smuovere le acque di un mercato saturo e stagnante, l'associazione costruttori macchine da intrattenimento si destreggia tra il fronte della lotta all'illegalità e lo sforzo di ottimizzazione del prodotto per adeguarsi ai gusti del consumatore e alle pressioni di gestori sempre più esigenti che pretendono garanzie (vere!) sugli apparecchi in commercio. Se AS.TRO insiste sull'urgenza di certificazioni slot, Acmi, anziché lo scontro, cerca il dialogo, pur consapevole della difficoltà di rapportarsi a un comparto in corsa e denso di novità che impongono continui aggiornamenti dove la domanda di qualità si fa sempre più pressante.
Acmi non si tira indietro, manifestando l'importanza di mettersi in regola laddove c'è da ritoccare in chiave migliorativa l'offerta e non nasconde la voglia di concertazione magari attorno a un tavolo di confronto con le altre rappresentanze di settore. Non basta che le macchine siano coperte da garanzie ISO 9000 - riconosce Acmi - e nell'ottica di "saltare il fosso" anticipa a Gioco&Giochi di voler sottoporre ogni "frammento" di slot alla lente di ingrandimento di società di certificazione europea, enti di garanzia in grado di testare l'intero pacchetto dalla A alla Z. Il tutto nella filosofia di un'assunzione di responsabilità a cui Acmi non intende sottrarsi nel momento in cui firma i prodotti con il suo "bollino". Lodevole, ma complicato, tanto che sono almeno due anni che l'associazione lavora
n questa direzione. La stretta arriva con la "sveglia" dei gestori che a gran voce chiedono di acquistare macchine sane e certificate. A sentire Acmi, l'obiettivo è condiviso, con un distinguo sui "carati" delle macchine. "Chi vuole spendere poco si accontenti di poco" il sottinteso che arriva dai produttori, famiglia particolarmente numerosa, forse troppo se si va a vedere in Europa dove i numeri si assottigliano a poche unità (vd, Spagna, Germania...). Nel Belpaese, al contrario, si contano nel complesso un centinaio di "esemplari" concentrati soprattutto nelle regioni del nord est (in particolare Lombardia ed Emilia Romagna) anche se articolati in "sottospecie" che includono tipologie aziendali diversificate, dalle case di produzione di macchine nel complesso a software house e assemblatori che si riforniscono di pezzi da fornitori diversi per poi assemblarli. Numeri che si fanno concorrenza, specialmente in tempi di crisi che vedono molti produttori, se non tutti, alla finestra da almeno sei mesi abbondanti, a far data dalla staffetta di fine anno tra comma 6 e Comma 6A. Di qui una spinta anche al rinnovo delle macchine per pungolare un mercato che sonnecchia. Pur nel solco delle leggi comunitarie, Acmi intende sempre più orientarsi su nuovi iter di certificazione in grado di radiografare la macchina a partire dal singolo filo al differenziale, nessuna componente esclusa, affinché approdino sulla piazza slot a prova di... bidone. Un impegno che, espresso in questi termini, non può che soddisfare il gestore, purché non chieda la luna. Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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