USA: IN ARRIVO LEGGE PER METTERE D'ACCORDO GLI STATES
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giovedì 03 settembre 2009 |
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In Usa è in atto un complesso iter normativo sul gioco teso a "pacificare" le istanze federali e a smussare le autonomie dei singoli Stati. Con l'Uigea (Unlawful Internet Gambling Enforcement Act) che vieta in America il gioco online e il Dipartimento di Giustizia intento a perseguire tutte le forme illegali di gambling su Internet, il settore è un campo minato, anche se si profilano migliori prospettive di espansione dell'industria ludica a stelle e strisce. Il colosso Harrah's si sta già attrezzando per un mercato più equo e aperto attraverso la creazione di una divisione interattiva di gioco guidata dall'ex Ceo di Party Gaming Mitch Garber. L'aria che si respira è di ottimismo rispetto agli anni precedenti. Anche i governi degli Stati hanno capito che dal gioco possono arrivare nuovi flussi di entrate fiscali per sanare i deficit di bilancio.
Il regolamento sul gambling online che porta la firma del deputato democratico del Congresso degli Stati Uniti Barney Frank (nella foto), unito all'esigenza del legislatore di tutelare i consumatori e ai dettati dell'Enforcement Act, è attualmente sospeso in attesa di colmare il "gap" politico inasprito dalla crisi internazionale che ha congelato i lavori del Congresso. Tuttavia il disegno di legge, già firm
to da 54 sostenitori politici, dovrebbe tornare in discussione entro la fine di settembre. Analisti indipendenti hanno previsto che la riscossione delle tasse sul gioco d'azzardo online regolamentato permetterebbe agli Stati Uniti di percepire introiti oscillanti tra i 48,6 miliardi di dollari (escluse le scommesse sportive online) e i 62,7 miliardi di dollari (incluso il betting sportivo su web). Il senatore del New Jersey Robert Menendez ha inoltre emanato un regolamento sul poker online e gli skill games che duplica gli sforzi di Frank. Altre iniziative sono attive Stato per Stato, soprattutto in California, a corto di risorse. Le proposte sul gambling di Menendez hanno però suscitato non pochi allarmismi in quanto contenenti clausole potenzialmente discriminatorie, chiudendo le porte agli operatori estranei alla giurisdizione di casa. Il semi-scontro in seno all'OMC tra l'Unione europea e la rappresentante americana al Commercio sembra essere stato evitato, almeno per il momento, da un negoziato tra le parti. La Remote Gaming Association denuncia l'atteggiamento discriminatorio degli Stati Uniti nei confronti degli operatori europei. A favore della Rga si è espressa l'Ue che ha avviato un'inchiesta per garantire l'immunità da procedimenti giudiziari agli euro-operatori per le attività ante-Uigea. Fonte: AgicosAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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