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TOTEM E PDC (scommesse) |
| giovedì 14 gennaio 2010 | |
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Ci vorrebbe la sfera di cristallo per sapere con certezza cosa ne sarà di totem e punti di commercializzazione fra qualche mese. Per ora ci limitiamo a nuotare nel mare magnum delle ipotesi e a destreggiarci tra interpretazioni "estreme" e chi, al contrario, preferisce buttare acqua sul fuoco dei facili allarmismi. Noi scegliamo la via della prudenza convinti che "in medio stat virtus", senza però rinunciare a qualche spunto di riflessione. Rileggendo più a fondo i passaggi dello schema di convenzione Aams per i concessionari del gioco a distanza, salta all'occhio l'intento dell'amministrazione di facilitare senza "filtri" il contatto fra concessionario e giocatore, eliminando ogni forma di mediazione e... intermediazione. Quest'ultimo fenomeno, riferito in particolar modo ai punti di commercializzazione alcuni dei quali hanno sposato la pratica della raccolta scommesse "fai da te" bypassando illegalmente il proprio concessionario, ha provocato di recente non poche grane ai Monopoli alle prese con una sfilza di distacchi dal totalizzatore Sogei di operatori i cui pdc si sono resi responsabili di attività illecite, con tanto di lavoro per il Tar chiamato a ribaltare puntualmente i pronunciamenti dell'amministrazione ordinando il ripristino immediato dell'attività dei concessionari "spenti" da Aams. Comprensibile la politica dei Monopoli di trovare una scorciatoia.
E' quanto si evince dalla bozza di convenzione allegata al decreto in stand still fino al 19 marzo a Bruxelles.Come? Azzerando ogni forma di intermediazione. Ammesso e non concesso che, stando alle interpretazioni più azzardate, totem e pdc abbiano vita corta, a pagare lo scotto del loro esilio dal mercato sarebbero tutti per le colpe di pochi. Giova infatti rammentare che i pdc che praticano intermediazione sono le "mele marce" del sistema, i più sono centri affiliati ai concessionari che prestano legalmente servizi d E poi, in tutto questo, che c'entrano i totem? Togliendoli di mezzo, o "ghettizzandoli", il mercato perderebbe uno degli strumenti di gioco più sicuri, aprendo varchi all'illegale e ai .com facilmente raggiungibili con escamotage elementari da qualsiasi pc. A meno che, dietro questa velata campagna "anti-totem", non si nasconda qualche interesse neanche tanto occulto. Non sarà che i totem, avviati in sordina un paio di anni fa, sono così cresciuti nell'apprezzamento dei giocatori da dare fastidio? Che sia più di una coincidenza il fazioso accanimento contro questo strumento di gioco, accessibile a un pubblico di massa e gestibile a costi contenuti, proprio in concomitanza con l'arrivo sul mercato delle "lussuose" videolottery per accaparrarsi le quali i concessionari di newslot si sono letteralmente svenati? Inutile cercare risposte ai Monopoli. "Ragioniamo solo sulle norme" tagliano corto fonti di piazza Mastai. E alla domanda se Aams è pro o contro i totem arriva un laconico "la materia è al vaglio dell'amministrazione". Quanto ai passi inequivocabili dello schema di convenzione nulla di definito perché le bozze, si sa, sono suscettibili di variazioni in corso d'opera. Non resta che aspettare e armarsi di "calma e sangue freddo". Fonte: Gioco e Giochi |
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