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La nostra inchiesta su ‘Giochi&Federalismo' termina il suo viaggio con un interrogativo su quali potrebbero essere i cambiamenti, per il gioco, con l'attuazione di una riforma federalista. La norma concede l'autonomia impositiva a Regioni e Comuni, attraverso un sistema, regolato dall'articolo 119 della Costituzione, che prevede un fisco a più livelli: non solo lo Stato ma anche gli enti locali potranno riscuotere le tasse e utilizzarle sul proprio territorio. Uno dei settori sicuramente più coinvolti è quello delle New Slot, voce dominante per le casse statali, il cui prelievo erariale potrebbe essere destinato in parte agli enti locali. Con il federalismo anche i controlli sugli illeciti negli apparecchi da intrattenimento potrebbero passare, in un rapporto di sussidiarietà allo Stato, alle forze dell'ordine locali.
D'altra parte, potrebbe però anche intensificarsi il potere delle singole realtà municipali nel limitare la diffusione del gioco sul proprio territorio. I tempi per l'attuazione del federalismo, intanto, si stringono. Il 30 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla relazione di Tremonti sul federalismo fiscale. Le cifre, ha annunciato il Ministro dell'Economia, verranno rese note entro luglio. Un ‘passo importante' ha dichiarato il ministro delle Riforme Umberto Bossi, annunciando il via alla fase del federalismo municipale che porterà i Comuni ad avere tributi propri per finanziare i servizi. Ma andiamo per ipotesi. PREU - Con la riforma federalista parte del prelievo erariale unico sulle New Slot, stando agli operatori sentiti da Gioco&Giochi, potrebbe andare a finire nelle casse di Comuni e Regioni. Per il settore non cambierebbe nulla, a meno che non si prevedano aumenti delle aliquote. Gli operatori che abbiamo interpellato hanno affermato che l'eventuale passaggio del Preu agli enti locali non può che essere un cambiamento positivo. Una novità che permetterebbe al settore di ricevere anche un occhio di riguardo da parte della politica. Fittizie o meno, le coperture provenienti dal Preu non sembrano casuali se si pensa che la punta di diamante dei correttivi padani è quello riferito alla responsabilizzazione delle amministrazioni comunali. In pratica, i comuni avranno maggior controllo sugli apparecchi in cambio di una percentuale sull'eventuale recupero fiscale. Se poi, alle amministrazioni comunali, potrebbe andare parte di quel Preu su cui si fa un gran discutere, i conti, malgrado dichiarazioni di ‘non' intenti, tornano. Come si suol d
re, una botta al cerchio e una alla botte. Controlli - Lotta all'evasione fiscale e premiazione degli enti locali ‘virtuosi'. Questo il leit motif dei correttivi alla manovra fiscale Tremonti presentati dal gruppo Lega Nord. Tra questi, l'emendamento a firma dei senatori Garavaglia, Vaccari e Boldi, con cui si proponeva, di estendere ai Comuni i controlli sul corretto collegamento alla rete telematica degli apparecchi da intrattenimento, così da rendere più capillari i controlli sul territorio e permettere dunque di combattere l'evasione fiscale in maniera più efficace. L'emendamento prevedeva che parte delle risorse recuperate finissero nelle casse comunali. Una riforma federalista potrebbe effettivamente prevedere che i controlli sugli illeciti fiscali degli apparecchi da intrattenimento venga estesa anche alle forze di Polizia Municipale, così da rendere più capillare ed efficace l'attività di contrasto all'illegale. L'esito dell'emendamento in commissione non è stato positivo, ma nelle intenzioni del senatore Garavaglia c'è la volontà di riproporre la misura. "Per ora il nostro correttivo è stato bocciato- spiega il senatore a Gioco&Giochi- ma abbiamo intenzione di riproporla in aula martedì. Siamo convinti che le amministrazioni comunali siano gli organismi più adatti a disporre un controllo mirato e efficace". Nessuna percentuale di successo per ora per il senatore della lega che nonostante dai giochi attinga dichiara "fare previsioni non è il mio forte. E' una questione di gioco e io non sono un giocatore". Autonomia ai Comuni - Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le amministrazioni comunali che si sono schierate contro la diffusione del gioco sul loro territorio. Molti quelli che hanno imposto diversi paletti all'apertura di sale giochi, nonché limitazioni sugli orari di funzionamento delle ‘macchinette'. In un certo senso si tratta già un ‘pre- federalismo', vista l'autonomia che i Comuni hanno per poter imporre queste restrizioni. Si potrebbe ipotizzare che con l'introduzione di una riforma federalista gli enti locali possano ottenere ancora più potere in questo senso. D'altronde alcuni degli amministratori comunali ‘antigioco' hanno chiaramente affermato che, anche se con la riforma federalista i comuni potranno trarre vantaggio economico dai giochi, sarebbe comunque un beneficio insufficiente di fronte alla spesa necessaria per la salute dei cittadini caduti nel vizio del gioco. Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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