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| mercoledì 16 dicembre 2009 | |
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RICONOSCIMENTO GIURIDICO DEL GESTORE: ASTRO ACCELERA. La cronaca impone una riflessione sull'urgenza di accelerare il processo di inquadramento giuridico del gestore. Il sollecito è di As.Tro. "Le recenti operazioni della Guardia di Finanza in Emilia Romagna, Veneto, Campania e Sicilia - si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'associazione - attestano che lo Stato non lascia "del tutto" soli gli operatori che vogliono lavorare correttamente, erodendo progressivamente il parco macchine antagonista del gioco lecito. Queste realtà, lungi dal costituire un motivo di giubilo per il settore, comunque chiamato a pagare un prezzo indiretto quando dimostra di aver annoverato anche persone scorrette (e la norma sui c.d. 60 giorni ne è la più lampante testimonianza), almeno introducono nel sistema quell'elemento fondamentale determinato dalla oggettiva punibilità degli abusi e delle illegalità, come conseguenza della possibilità concreta di scoprire e assicurare alla Giustizia gli autori di artifici sugli apparecchi da gioco.
Il punto dolente, tuttavia, resta la scarsa uniformità e contrapposizione dei fronti, da cui discende la totale devoluzione di ogni singola bonifica del circuito del gioco lecito all'azione repressiva di Magistratura e Forze dell'Ordine, e da cui ulteriormente discende un ritmo troppo lento di espulsione delle c.d. "mele marce" dal mercato. Lentezza che il settore paga in termini di condizioni operative penalizzanti il proprio dinamismo, e di permanente presenza di una forte incidenza di burocrazia nel quotidiano dell'impresa. Affermare semplicisticamente che uno sforzo unitario e compatto di operatori e Istituzioni, volto ad aggredire il mercato illegale risolverebbe rapidamente il problema non è condotta risolutiva dei compiti di una rappresentanza di categoria, la cui mission è proprio quella di capire come realizzare questo sforzo e come introdurlo nel sistema alla stregua di una caratteristica determinante per la costruzione del "VESTITO GIURIDICO" del gestore.". Per As.Tro "è evidente, infatti, che so L'unica oggettiva positività dell'odierna situazione rispetto a quella caratterizzante la fase di start up del sistema AWP, è la presenza di interessanti linee guida per affrontare la questione, prime fra tutte la riaffermazione dei c.d. poteri di controllo dei Concessionari sui pubblici esercizi, i quali, per la loro natura di punto di raccolta, sono e restano il terminale operativo di ogni forma di illegalità, il tentativo di coinvolgere gli esercenti in un percorso di consapevolezza sulle regole del gioco (progetto Infogaming di AS.TRO), un clima di collaborazione tra Amministrazione e rappresentanza degli operatori, Qualche nozione di criminologia, in questo campo, non guasta, ma soprattutto aiuta a comprendere che la trasformazione dell'esercente da inconsapevole ospitante una offerta di gioco di cui nulla comprende e di cui nulla conosce, a responsabile governatore di ciò che accade nel proprio locale, è la discriminante per ridurre la domanda di illegalità. Episodi come quello di Piacenza, infatti, non sarebbero accaduti all'interno di locali raggiunti da una sensibilizzazione che li avesse portati a discernere tra il mero guadagno e la regolarità di ciò che accadeva nel proprio esercizio. In buona sostanza, come insegna il diritto penale dell'economia, allorquando afferma che il riciclaggio si sconfigge solo tramite la collaborazione degli intermediari finanziari, così il diritto "naturale" del gioco dovrebbe insegnare che la bonifica del settore non può basarsi solo su un'attività di intelligence a distanza mirata ad individuare l'offerta di gioco irregolare,bensì attraverso una concreta azione di abbattimento della domanda di gioco illecito." Fonte: Gioco e Giochi |
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