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lunedì 22 marzo 2010 |
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GLI OPERATORI AD AAMS: "CERCHIAMO SOLUZIONE CONDIVISA". Decreto sul gioco online, i concessionari si appellano ad Aams. È terminato ieri il periodo di stand still a Bruxelles, ora si attende che l’Amministrazione dei Monopoli di Stato lo rendi attuativo con un regolamento che ne fissi i criteri normativi. Il timore che il regolamento possa definitivamente spazzare via dal mercato le apparecchiature elettroniche per l’accesso da remoto ai siti autorizzati, i cosiddetti ‘totem’, ha messo in allarme gli operatori che in questo settore hanno già investito cifre importanti.
In questa fase di status quo a Bruxelles alcuni concessionari hanno inviato delle osservazioni al decreto, e molti sono determinati a presentare ad Aams una diversa proposta di regolamentazione, che tenga conto delle opposte esigenze, nell'ottica di collaborare per lo sviluppo di un mercato del gioco ottimale.Tra queste ‘voci’ anche quella dell’avvocato Gianluca Pomante, che per conto di alcuni concessionari per la raccolta del gioco a distanza, ha inviato nei giorni scorsi alla Commissione europea un esposto in relazione alla bozza di decreto sull’online. “La norma ha il chiaro scopo di vietare i totem ed i punti di commercializzazione per evitare ogni possibilità di intermediazione e di concorrenza con le videolottery. Desta qualche perplessità in ordine al vantaggio che, inevitabilmente, ne trarrebbero alcuni concessionari, sia rispetto al mercato interno che a quello europeo, indice di un più che realistico contrasto con le regole del Trattato”, spiega il legale. “In realtà, gli stessi obiettivi possono essere raggiunti con una diversa regolamentazione del mercato, che
senza pregiudicare gli obiettivi di Aams, tenga conto degli interessi dei concessionari. Non è corretto sostenere che il divieto di installare i totem eviterebbe il rischio di intermediazione, poiché tale problema si è posto in passato anche indipendentemente dall'uso di tali apparati, e la norma sarebbe comunque facilmente aggirabile proprio con il ritorno agli Internet Point, che offrono minori possibilità di controllo e tutela del giocatore rispetto ad un totem. Parlare di intermediazione con gli skill games, inoltre, è quantomeno contraddittorio, poiché, per espressa previsione normativa, si tratta di giochi di abilità e non di azzardo.Altrettanto fuorviante la presunzione di colpevolezza degli esercenti, che non ha alcun supporto statistico e che contrasta con elementari principi di diritto. L'intermediazione che presenta rischi per la collettività è ben diversa dalla semplice irregolarità nella gestione dei conti gioco. Si tratta di un fenomeno destinato a scemare progressivamente, con la crescente dimestichezza dei giocatori con le nuove tecnologie. Inoltre, un uso diffuso di programmi di rilevazione statistica, della frequenza di gioco e dell'indirizzo IP di connessione, consentirebbe rapidamente di individuare i conti gioco ed i locali a rischio. Le osservazioni sono state presentate per l'imminente scadenza dei termini di stand still, ma i concessionari sono determinati a presentare all'Amministrazione dei Monopoli una diversa proposta di regolamentazione, che tenga conto delle opposte esigenze, nell'ottica di collaborare per lo sviluppo di un mercato del gioco ottimale. Del resto, alla luce della disponibilità al confronto mostrata da Aams, non potrebbe essere altrimenti”. Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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