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TOTEM: LA LEGGE NON LI VIETA |
| giovedì 22 ottobre 2009 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L'interrogazione che l'onorevole del Pd Alberto Fluvi ha rivolto al Ministero dell'Economia sulla liceità dei totem istallati negli esercizi pubblici per il gioco a distanza ha suscitato non pochi interrogativi da parte degli operatori.
Anche i Regolamenti emanati dall'Amministrazione dei Monopoli, pertanto, nel disciplinare la materia del gioco, non devono eccedere i limiti imposti dalla legge, poiché, in tal caso, si verterebbe in una chiara ipotesi di carenza di potere, che renderebbe inesistente qualsiasi provvedimento.La relativa risposta da parte del Sottosegretario all'Economia Molgora ha messo in allarme produttori di totem e tavoli, creando un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori. A fare un po' di luce sulla questione è intervenuto l'avvocato Gianluca Pomante: "Nel corso dell'interrogazione parlamentare, probabilmente per l'improbabile accostamento con le offerte di gioco non autorizzate dall'Amministrazione dei Monopoli presenti su Internet (siti con dominio .com), sono state diffuse delle informazioni poco chiare - ed evidentemente non corrette - sulla normativa di riferimento per i giochi di abilità, meglio noti come skill games, tra i quali rientra anche il poker sportivo, attualmente oggetto di importanti investimenti da parte degli operatori del settore dell'automatico", spiega il legale. "In relazione all'offerta di gioco a distanza da parte dei concessionari Aams, appare evidente come improponibile sia il riferimento alla Tabella dei giochi proibiti, che riguarda i giochi praticati con carte ed altri supporti materiali, o all'art. 110 Tulps, disciplinante unicamente gli apparecchi da intrattenimento. Ugualmente errato il riferimento alla Legge 401/1989, dato che il Concessionario è evidentemente autorizzato dall'Amministrazione dei Monopoli e rispetta quindi il dettato dell'art. 4, co. 1, secondo periodo. Altrettanto infondato il richiamo all'art. 88 Tulps, posto che l'obbligo di richiedere la licenza di polizia riguarda tassativamente le scommesse. Nell'ordinamento italiano vige innanzitutto un generale divieto di analogia per la legge penale, che impedisce l'introduzione di nuovi reati che non siano espressamente previsti dal Legislatore; ne consegue che ciò che non è espressamente vietato dall'ordinamento è consentito, salvo successive modifiche normative. Inoltre, l'art. 23 della Costituzione dispone chiaramente che nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta al cittadino se non è prevista dalla legge. Ciò che spesso non viene compreso dagli addetti ai lavori è che all'Amministrazione non è attribuita la facoltà di stravolgere il precetto normativo, ma semplicemente quella di regolamentare nel dettaglio una materia i cui confini sono già imposti dall'Ordinamento. Ergo, ciò che non è espressamente disciplinato dalla legge non può essere disciplinato ex novo dall'Amministrazione dei Monopoli, poiché si tratterebbe di atti amministrativi privi di qualsiasi efficacia. Quanto ai dispositivi (totem o personal computer) collegati direttamente ed esclusivamente al sito del concessionario, attraverso i quali viene erogata l'offerta di giochi di abilità, attualmente l'unica norma applicabile risulta essere la legge 223/06, che all'art. 37 rinvia ad un successivo regolamento da emanarsi a cura dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato. Aams ha provveduto in tal senso con provvedimento del 17 settembre 2007 - prevedendo, in particolare, la modalità ‘torneo' (art. 6, co. 1, lett. b) e la modalità di ‘confronto diretto tra più giocatori' (art. 6, co. 2, lett. b), alle quali appartiene anche il poker sportivo - senza nulla argomentare in ordine alla necessità di licenze o ulteriori autorizzazioni, semplicemente perché non previste dalla legge". DE BRASI: "TOTEM LECITI, HANNO PRESO UNA CANTONATA" Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione dell'On. Raffaello De Brasi responsabile delle relazioni esterne di BIG BEST IN GAME Spa. "I Totem non sono affatto illeciti. Fluvi e Molgora hanno preso una can L'On. Alberto Fluvi della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, ha presentato una interrogazione urgente per conoscere il parere del Governo circa la leicità della presenza, nei punti di commercializzazione, dei cosiddetti "totem ". Gli ha risposto il Sottosegretario Daniele Molgora in un modo unilaterale con argomenti molto discutibili, lacunosi e parziali sul piano normativo e con una conclusione a dir poco stupefacente. Secondo Molgora i Totem sono illeciti e chi li ospita nei punti di commercializzazione commette un reato perseguibile dalla legge. Non solo perché consente una modalità di gioco vietata ma anche perché organizza una opera di intermediazione finanziaria illegale. Fluvi si è dichiarato soddisfatto per la riconosciuta illecità e ha sollecitato AAMS a prendere provvedimenti. Vale la pena ricordare ai due parlamentari che la Circolare AAMS del 18 Giugno 08 "Disciplina dei giochi a distanza con vincita in denaro", richiamati il Decreto Direttoriale AAMS del 21 Marzo 2006 , il Decreto AAMS del 18 Aprile 08 " Misure di sperimentazione dei giochi di abilità a distanza " e il D.L. 203/05 citato da Molgora, dispone che si applicano ai giochi di abilità a distanza le misure di regolamentazione della raccolta a distanza. Ciò significa, al contrario di quel che sostiene Molgora, che i contratti di gioco stipulati tra Concessionario e utente, anche tramite l'attività dei PDC contrattualizzati, sono perfettamente abilitati, non solo al gioco delle scommesse sportive ma anche degli skill games, compreso il poker. Giochi che sono ricompresi nell'oggetto delle concessioni Bersani. In secondo luogo il Decreto AAMS del 7 Febbraio 06 "Rimozione nel caso di offerta di giochi con vincita in denaro attraverso la rete telematica in assenza di autorizzazione, richiamato il D.L.203/05, citato da Molgora, definisce il reato di intermediazione illegale solo per coloro che privi di concessione o titolo autorizzatorio o abilitativo, effettuano sul territorio nazionale la raccolta di giochi riservati allo Stato attraverso la rete Internet. Queste sono le due argomentazioni giuridiche che mi fanno dire che Fluvi e Molgora hanno preso una cantonata. I totem non sono altro che postazioni pubbliche per comunicazioni telematiche collocati nei PDC dai Concessionari che non effettuano alcuna raccolta di denaro. I totem non sono altro che terminali di un sistema di gestione e controllo da remoto collegato ad AAMS tramite SOGEI che in ogni momento lo Stato può controllare. I Concessionari contrattualizzano i PDC e i giocatori come prevede la legge. Gli utenti giocano attraverso un conto di gioco collegato ad AAMS senza che vi sia alcuna circolazione di denaro per pagare la vincita, in quanto essa viene accreditata sul conto di gioco e può essere prelevata esclusivamente gli strumenti finanziari previsti da AAMS. Per queste ragioni è un grave errore dichiarare illeciti i totem provocando così un danno economico agli operatori che rispettano le legge. Non solo, Fluvi e Molgora sono fuori strada quando anche pensano di combattere il gioco illegale vietando i totem. Non è l'apparecchiatura che determina il gioco illegale ma sono i comportamenti delle persone e degli operatori disonesti. Questi vanno repressi con una azione concorde dei Concessionari e di AAMS e con i controlli incisivi sul territorio della Finanza. Se invece dietro il polverone sollevato sui totem vi fossero interessi commerciali di coloro che non hanno totem o di coloro che si apprestano ad entrare nel mercato delle VLT tutto risulterebbe più chiaro, anche se ancor meno accettabile, in quanto il legislatore deve essere imparziale e deve agire per il bene comune. Se lo Stato vuole introdurre una nuova regolamentazione ad hoc per i totem nessuno può impedirlo ma in nessun caso potrà vietarli visto la loro natura del tutto simile ad un PC. Per di più le aziende hanno fatto investimenti e firmato dei contratti che vanno rispettati. Fluvi ha chiesto un intervento repressivo di AAMS per vietare i totem, ma sono del tutto convinto che l'atteggiamento di AAMS sarà più riflessivo rispetto a quello tenuto dai due parlamentari i quali avrebbero fatto bene, prima di parlare, ad ascoltare gli operatori onesti del settore. Fonte: Gioco e Giochi
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