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SENTENZA STANLEY |
| martedì 09 marzo 2010 | |
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STANLEYBET BATTE SNAI ANCHE IN SEDE CIVILE: ESCLUSA CONCORRENZA SLEALE. Dopo le centinaia di casi penali e amministrativi risolti a favore del bookmaker inglese Stanleybet, Snai perde anche la causa civile: le domande di concorrenza sleale e di risarcimento danni formulate dalla società Snai contro i centri Stanleybet, sono state rigettate con condanna della società di Ughi al pagamento delle spese processuali.
Il Tribunale di Livorno, con sentenza depositata il 15.02.10, ha ritenuto infondate le domande della società Giochi e Scommesse Attias di Ughi Maddalena & C., accogliendo pienamente le argomentazioni del centro Stanleybet, difeso dall'avv. Daniela Agnello.Il Tribunale ha escluso gli estremi della concorrenza sleale, anzi ha rilevato che il centro Stanleybet "non ha violato regole di correttezza professionale nei confronti della società attrice essendosi limitato a porre in essere un'attività nel pieno rispetto delle regole a tutela della concorrenza e del libero mercato". Il Tribunale ha ravvisato che il centro Stanleybet "si è semplicemente limitato a esercitare i suoi diritti costituzionalm Il Tribunale ha evidenziato segnatamente che "anche qualora la società di Ughi avesse subito dei danni, sub specie di mancato guadagno, in seguito all'apertura del centro Stanleybet, tali danni non potrebbero esserle risarciti perché alla luce della normativa comunitaria in tema di giochi e scommesse costui (centri Stanleybet) non ha posto in essere uno sviamento della clientela in modo abusivo e illegale". Il Tribunale conclude affermando che "Stanleybet, quindi, ha diritto di continuare l'attività sebbene priva della concessione e della licenza di cui all'art.88 TULPS in virtù dei principi comunitari della libertà di stabilimento e della libera concorrenza dei mercati". Significativa pronunzia quindi di esclusione di qualunque ipotesi di concorrenza sleale e di rigetto delle domande di risarcimento danni, con affermazione della prevalenza dei principi comunitari di libera concorrenza in un libero mercato unito e scevro da discriminazioni di ogni genere. Fonte: Gioco e Giochi |
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