ALTRA ARCHIVIAZIONE GOLDBET
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lunedì 28 giugno 2010 |
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Il Tribunale di Benevento, in data 22 giugno, ha archiviato il procedimento di sequestro a carico di Manganelli Giovanni, titolare del Centro Elaborazione Dati Goldbet sito in S. Giorgio del Sannio (BN). A quattro mesi dal sequestro il titolare del CED GoldBet, difeso dall'Avvocato Marco Ripamonti, ha ottenuto l'archiviazione del procedimento penale a suo carico.
"Le motivazioni avanzate dal P.M. e accolte dal GIP del Tribunale di Benevento sono significative, anche se ormai ben note agli addetti ai lavori - riporta una nota - come si legge dalle argomentazioni del P.M., il reato contestato al titolare del CED risulta infondato, in quanto: "limiti ingiustificati sono esistenti nei confronti delle persone operanti in Italia che sono escluse dal rilascio delle autorizzazioni ai sensi dell'art .88 cit. Tulps per il solo fatto che la richiesta di autorizzazione sia finalizzata all'attività di raccolta delle scommesse per conto delle società prive di concessione [...] sul piano della disciplina penale discende che: non possono applicarsi sanzioni o misure restrittive reali alle persone indagate o processate per aver svolto senza autorizzazione attività di raccoltà di scommesse qualora, sulla base di idonei elementi di prova, risulti al giudice che tale attività è stata svolta per conto di società [...] che nel Paese membro ove sono stabilite esercitano legittimamente tale attività imprenditoriale per aver ottenuto le necessaria aut
rizzazioni o abbiano, comunque, adempiuto alle prestazioni previste dall'ordinamento del paese stesso". Si legge ancora nella richiesta di archiviazione presentata dal P.M. che "le sentente della Cassazione (Sezione Terza Penale n. 16969/2007; n. 18040/2007; n. 2417/2009) hanno osservato come la sentenza Placanica della Corte di Giustizia Europea sostenga che le libertà di stabilimento e di prestazione di servizi non sono state comprese a causa della previsione di un regime concessorio in quanto tale". L'attuale sistema concessorio italiano è chiaramente teso ad incrementare le entrate dello Stato, piuttosto che avere come ragion d'essere l'ordine pubblico e la prevenzione da infiltrazioni criminali, come lascia intendere il moltiplicarsi dell'offerta di giochi aleatori che si è verificata negli ultimi anni in Italia (ad esempio Win for Life, Turista per Sempre, etc.)". Già sette anni fa una sentenza della Corte d'Appello di Milano (n. 5202/2003) recitava che "in sostanza il business delle scommesse è stato costantemente incentivato dall'Amministrazione italiana, senza riguardo per la sua eventuale dannosità sociale, ma con il chiaro intento di fagocitarne i proventi". A pagare le spese di questo sistema "fluttuante" - conclude Goldbet - sono ancora i titolari dei CED: essi, infatti,nella gran parte dei casi, hanno come unica fonte di sostentamento gli introiti derivanti proprio dalle attività del Centro.". Fonte: GoldBETAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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