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LEGAL GAMING CONFERENCE |
| martedì 26 gennaio 2010 | |
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L'ATTENZIONE SUI PAESI DELL'EUROPA ORIENTALE.
Più stabile e consolidata appare invece la situazione in Slovenia. "Il gioco online arriva in Slovenia solo nel 2003 tramite un apposito atto governativo", spiega Jaka Repansek, "ma il gioco è oggi ben visto e promosso. Tanto che non mancano i casinò, operatori locali e stranieri ormai in fase di radicamento sul territorio. Ma presto, anche sulla scia dell'ingresso della Slovenia nella UE, potrebbero arrivare leggi più restrittive, a cominciare da quelle relative all'accesso a siti esteri non autorizzati a gestire gioco online. Una prospettiva estremamente negativa perché passerebbe per un controllo di internet"."Particolare attenzione ai paesi più avanzati sotto il profilo del gaming, Slovenia, Polonia e Bulgaria. Prosegue la serie di incontri dedicata alle varie legislazioni vigenti in Europa, nel corso della prima giornata del "Legal Gaming in Europe Summit" di Londra. Dopo un primo incontro pomeridiano dedicato alla situazione scandinava, l'attenzione si sposta sull'Europa orientale, con particolare attenzione dedicata ai tre paesi più avanzati sotto il profilo del gaming, Slovenia, Polonia e Bulgaria. "Il rapporto tra gioco e politica, a livello giuridico, è ancora decisamente recente in Polonia. Solo negli anni '90", secondo Bartosz Andruszaniec, avvocato di Allen and Overy, "con l'ondata capitalista è entrato nel sistema polacco il gioco. Dopo una prima invasione la qualità è sicuramente migliorata, e esiste la volontà di apportare diverse regole anche se il gioco non rappresenta un problema, ne per la società ne per la politica". PER SOGEI "UN 2010 RICCO DI NOVITA' A EST". "Nel breve termine non mancheranno novità normative che potrebbero cambiare lo scenario del gaming". "Da questo incontro dedicato ai paesi dell'Est Europa emerge sicuramente come nel breve termine non mancheranno novità normative che potrebbero cambiare lo scenario del gaming. Poi si vedrà se in bene o meno, è ancora presto". E' questo il commento rilasciato a margine della conferenza "Legal Gaming in Europe" di Londra, da Daniela Pompei e Daniela Bevivino di Sogei. SENTENZA SU "CASO SANTA CASA" AVRA' RIPERCUSSIONI A EST. Difficile la situazione in Bulgaria dove esiste un progetto di legge precedente alla sentenza della Corte. "La sentenza della Corte europea sul caso Santa Casa ha e avrà sicuramente delle ripercussioni sulle normative del gioco adottate prossimamente in Polonia e Slovenia". E' questo il commento concorde di Repansek e Andruszaniec circa le possibili ripercussioni della sentenza sul caso Bwin, emerse al termine dell'incontro dedicato alla situazione del gaming in Polonia, Slovenia e Bulgaria. Ancora difficile da decifrare invece la situazione proprio in Bulgaria, dove esiste già un progetto di legge precedente alla sentenza della Corte. Fonte: Agicos |
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