 NON C'È PACE PER I COMUNI ANTIGIOCO. Si moltiplicano, giorno dopo giorno, le amministrazioni comunali che dichiarano guerra al gioco, limitando con apposite ordinanze l'apertura di nuove sale giochi o l'orario di accensione delle slot istallate nei pubblici esercizi. Tutto questo, a detta delle amministrazioni, per porre un freno alla diffusione del gioco sul territorio e tutelare le fasce più deboli della popolazione. L'argomento è ora quanto mai di stretta attualità, se si considera che a breve faranno capolino nei locali dedicati le Videolottery, le nuove e accattivanti macchine da intrattenimento con vincita in denaro dalle vincite da sogno. Cosa faranno a quel punto quei Comuni che avevano dichiarato guerra al gioco e, soprattutto, alle New Slot? Oltretutto, con la circolare del 16 giugno scorso, AAMS ha messo i puntini sulle ‘i' nella corsa alle licenze per le sale giochi dedicate alle Videolotterie. Il procedimento di rilascio delle autorizzazioni previste dall'art. 88 del Tulps, infatti, non presuppone alcuna verifica di compatibilità urbanistica, ma soltanto edilizia. In fatto di Vlt, lo Stato dunque, mette di fatto in un angolo i Comuni.
TORRIGIANI (EMPOLI): "PREOCCUPA LA FILIERA CORTA" "Se le premesse dell'avvento delle Vlt sono queste, non è superfluo ricordare che, ancora una volta, lo Stato si limita a promuovere ed implementare l'offerta del gioco d'azzardo, senza curarsi minimante delle ricadute negative sulla popolazione , specialmente sulle fasce più deboli della stessa", spiega l'assessore alla Città Sicura del Comune di Empoli Filippo Torrigiani, noto per la sua crociata contro il gioco condotta sul territorio empolese. "Ancora una volta si ‘snobba' l'articolo 47 della Costituzione che, al primo capoverso, recita: ‘La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito'. Con l'avvento delle nuove macchine le ricadute sulle persone e sulle famiglie, già fortemente penalizzate dalla crisi, potrebbero essere rilevanti". "In buona sostanza - evidenzia l'assessore - si vuol dare vita ad una sorta di ‘filiera corta' (Stato, Questure e sale dedicate) che in definitiva ‘snobba' e by passa i poteri dei Sindaci. Di questo sarebbe opportuno interessare, ad esempio, l'Anci nazionale&qu
t;. "Ho appreso inoltre che alcuni Comuni si stanno muovendo per anticipare l'avvento di queste sale, attraverso la modifica dello strumento urbanistico. Questa potrebbe essere un'ipotesi da valutare. Resta tuttavia lo strumento parlamentare sul quale si può lavorare: stimolare e sensibilizzare i nostri parlamentari affinché si approvino misure concrete da attuare in materia di gioco d'azzardo. Per ora non ci resta che aspettare di avere qualcosa di più concreto per fare delle valutazioni oggettive al riguardo". DALLA VECCHIA (PADOVA): "CI MUOVEREMO NEI LIMITI A NOI CONSENTITI" Anche il Comune di Padova, dove da qualche mese è entrato in vigore un regolamento che limita l'apertura di sale giochi, sta prendendo in esame la novità delle Vlt: "Abbiamo attuato un'ordinanza che impone dei limiti ragionevoli per l'apertura delle sale giochi. Sappiamo dell'avvento delle nuove Videolottery, macchine più aggressive delle slot, in grado di far vincere cifre decisamente più alte", spiega l'assessore al commercio Marta Dalla Vecchia. "Per il momento non possiamo far altro che muoverci nei limiti di quello che ci è consentito fare a livello comunale per porre un freno al gioco. Aspettiamo che le macchine arrivino nei locali dedicati e poi faremo le nostre valutazioni". TRANCASSINI (LEONESSA): "L'ULTIMA FRONTIERA DELLA VERGOGNA" Decisamente più battagliero il sindaco di Leonessa (Ri) Paolo Trancassini, uno dei comuni ‘pionieri' nella lotta al gioco pubblico. Mesi fa fece discutere l ordinanza con cui obbligava lo spegnimento delle slot nei locali del piccolo comune reatino. "L'avvento delle Vidolottery non è altro che l'ultima frontiera della vergogna", afferma Trancassini. "Lo Stato non fa solo un danno economico per le tasche degli italiani, ma provoca innanzitutto un danno sociale. Chi gioca tende ad isolarsi, e se da una parte lo Stato promuove il concetto di gioco legale e sicuro, dall'altra non fa altro che moltiplicare modalità di gioco sempre più pericolose, per le tasche e per la società. Non so se a Leonessa arriveranno le nuove macchine, per ora attendiamo il loro debutto prima di intervenire. In ogni caso continuerò la mia battaglia contro la proliferazione del gioco sul territorio comunale, a costo di subire ricorsi al Tar". Fonte: Gioco e GiochiAggiungi questa pagina ai tuoi social bookmarks!                               
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