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GIOCHI E SOCIETÀ: PRESENTATA LA RICERCA DEL CENSIS |
| venerdì 03 luglio 2009 | |
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"Le regioni e le province dove si gioca di più sono quelle a 'maggiore ricchezza'".
I primi sei mesi del 2009 segnalano un ulteriore crescita a due cifre caratterizzata da un ulteriore incremento delle "Il gioco non è solo un gioco. E' un rilevante comparto economico, è filiera industriale e di servizi, è rete "terrestre" di raccolta con benefici reddituali per decine di migliaia di piccoli operatori commerciali, è occupazione, è identità locale (non si gioca nello stesso modo al Nord ed al Sud), è sviluppo informatico e tecnologico (la nuova era del gioco digitale)". Inizia così la presentazione del Censis durante il convegno "Gioco Ergo Sum" organizzato dall'associazione "Giochi e Società" in collaborazione con Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. In questo rapporto "Gioco ergo sum" l'analisi si concentra su questi aspetti, su ciò che avviene nel back office del sistema prima dell'annuncio del "favoloso jackpot" o del primo estratto della Lotteria di Capodanno:- sul fronte dell'economia il sistema gioco ha fatturato nel 2008 ben 47,5 miliardi di euro pari al 5% dei consumi delle famiglie (per avere un confronto, il Gruppo Telecom nel 2008 ha ricavi pari a 30,0 miliardi di euro). Le previsioni dei concessionari stimano in un +15% annuo l'andamento per il triennio 2009-2011 (un target quindi di 65-70 miliardi di euro per l'anno 2011). Trend rialzista frutto - come nel passato - di una fortissima innovazione di prodotto e di processo. Il successo dei primi sei mesi degli skill game digitali (poker on line) è la spia di un "secondo canale" di gioco - con quello fisico-terrestre- destinato a complementare in volumi ed in numero di giocatori il gioco "tradizionale";- una lettura attenta del giocato deve far riflettere sul reale impatto economico del settore sui bilanci delle famiglie. Il 68,5% di quanto giocato viene retrocesso agli stessi giocatori attraverso le vincite ed il consumo "netto" delle famiglie è di circa 14,9 miliardi (anno 2008);- l'analisi territoriale e le analisi di tipo statistico sfatano un vecchio luogo comune "il gioco come tassa per i poveri". Le regioni e le province nelle quali si gioca di più sono quelle a "maggiore ricchezza" e per converso le province dove il tasso di disoccupazione è più elevato risultano essere quelle dove si riduce il giocato procapite. Fonte: Agicos |
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